Lun. Ott 18th, 2021

Come tutti i serial di successo, quello sul rimborso ai risparmiatori colpiti dai crack bancari non vede il finale ma rilancia con nuove puntate. La prossima è in programma lunedì alla Consap, la società del Tesoro incaricata di gestire le domande di indennizzo. Lì le associazioni dei risparmiatori si presenteranno con in mano un documento tecnico che elenca una fitta lista di problemi operativi per sostenere una doppia richiesta: ripensare a fondo i meccanismi per i rimborsi, e poi far ripartire la finestra dei 180 giorni prevista dall’ultima manovra 2019 per presentare le richieste.

Nelle prime quattro settimane di vita attiva il portale Consap ha ricevuto circa 2mila richieste, che rappresentano meno dell’1% della platea interessata. La partenza agostana (il 22) dovuta ai lunghi tempi di cottura del decreto attuativo non ha aiutato il decollo e la messa a punto delle procedure che devono portare all’indennizzo. Perché passare ai fatti dopo un anno e mezzo passato in attesa delle norme prima e dei regolamenti poi si è rivelato più complicato del previsto.

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Gli ostacoli elencati dai documenti che i risparmiatori stanno preparando sono molti, e viaggiano su due livelli. Il primo riguarda i meccanismi del portale. I tentativi portati avanti dai diretti interessati indicano che l’architettura informatica ha “dimenticato” una serie di Bcc, tra cui Crediveneto, che sono state messe in liquidazione nel periodo coperto che apre le porte del Fir (Fondo indennizzo risparmiatori) ma non rientrano fra gli istituti indicati dal sistema web. Non solo: in questi casi sarebbe impossibile anche certificare il possesso delle azioni azzerate perché queste non sono conservate in dossier titoli, ma risultano solo dall’iscrizione a libro soci; e a Crediveneto, per esempio, il libro soci è nelle mani dei liquidatori, che finora non hanno risposto alle richieste di documenti avanzate da vari ex azionisti.

L’altra assenza dal raggio d’azione del portale che sarà denunciata dai risparmiatori riguarda le obbligazioni convertibili. Anche questi titoli, come le subordinate, sono finite nei falò delle liquidazioni, ma non sono contemplati dal sistema Consap.

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Di Editor

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