Lun. Ott 18th, 2021

Cosa succede? Nel 1974 il governo adotta il decreto legge 460 (poi convertito nella legge 588/1974) che prevede la possibilità di estendere ai buoni già circolanti i tassi di rendimento fissati per le serie di nuova emissione. Detta in sintesi, questo decreto si rivela una manna: con la raccolta non entusiasmante «il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio approva consistenti aumenti del tasso di interesse sui libretti e sui buoni» con l’obiettivo di rendere più appetibile la sottoscrizione. Dal 1974 al 1985 si contano diverse nuove emissioni di buoni postali con modifiche al rialzo dei tassi di interesse che si estendono alle serie precedenti. Come spiega Marta Buffoni, questo fatto «scatena una sorta di corsa all’investimento postale, che consente il collocamento di un numero di titoli attualmente non stimabile».

Purtroppo per P. C., per il suo “collega di sventura” e per molti come loro, nel 1986 viene adottato il decreto ministeriale 148, che istituendo una nuova serie di buoni postali denominata dalla lettera progressiva Q «abbatte – si legge nel libro Mastercash – praticamente dimezzandoli, i tassi di rendimento e ne prevede l’estensione a tutte le serie precedenti». Il nuovo decreto viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma questo, come dimostrerebbero le storie raccontate nel libro e le testimonianze dei sottoscrittori, non garantisce una capillare diffusione dell’informazione e degli effetti sui rendimenti dei buoni emessi anche negli anni precedenti.

I sottoscrittori interpellati sostengono di non aver mai ricevuto presso gli uffici postali comunicazioni relative alla modifica dei rendimenti. In realtà, come spiega Marta Buffoni, «la legge speciale che regola la materia richiede che quel tipo di modifiche al contratto sia pubblicato non solo sulla Gazzetta Ufficiale ma pubblicizzato anche negli uffici postali» proprio per raggiungere il maggior numero possibile di cittadini interessati.
Il libro “Mastercah” – che sarà al centro di un incontro-dibattito giovedì 24 ottobre a Milano, alle 18,30 a Isola Libri, in via Pollaiuolo – affronta le innumerevoli sfaccettature di una vicenda complessa, che coinvolge un gruppo importante di risparmiatori, e presenta aspetti legali e finanziari destinati a fare “storia” a modo loro. La facoltà di estendere le modifiche dei rendimenti alle serie di buoni postali precedenti viene abrogata soltanto nel 1999.

Di fronte alla sorpresa di vedersi liquidare la metà circa di quanto si aspettavano, molti cittadini decidono di ricorrere all’assistenza legale. È la strada scelta anche da P. C. e da R. T., con una prima, parziale, buona notizia: «Abbiamo ottenuto dal giudice il decreto che obbliga a versare la quota mancante – spiega P. C. – È un riconoscimento importante anche se sappiamo benissimo che la vicenda non è chiusa». In questo come in altri casi, infatti, è stata avviata un’opposizione. E, come si sa i tempi della giustizia sono lunghi e gli esiti incerti.

Nella sua postfazione, Gianfranco Ursino ricorda una regola importante: «Il risparmiatore che va allo sportello deve sempre partire dal presupposto che la relazione con banche e poste non potrà mai essere idilliaca, perché l’interesse degli intermediari finanziari finisce laddove inizia l’interesse del cliente. E quest’ultimo deve essere conscio che nessuna legge o authority può tutelarlo più di se stesso e deve quantomeno fare la sua parte informandosi, senza abbassare mai la guardia».

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Di Editor

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