Lun. Ott 18th, 2021

Dalla fase sperimentale a quella virale. È questa la sfida della seconda edizione del mese dell’educazione finanziaria che, anche quest’anno, vedrà ad ottobre centinaia di eventi programmati su tutto il territorio nazionale, con lo scopo di coinvolgere il maggior numero di italiani. Una pioggia di iniziative con un obiettivo dichiarato: render difficile poter direalla fine di ottobre di non avere sentito parlare della necessità di innalzare l’alfabetizzazione finanziaria, propria e altrui.

ANALISI / Una strategia nazionale per l’educazione finanziaria

Anche così si suscita e stimola un bisogno primario dal punto di vista sociale, non ma facile da suscitare. Perché, come sappiamo bene, l’attenzione è alta quando avvengono i problemi – truffe, crack, patologie varie, crolli di Borsa – ma cala molto quando si tratta di ricavare nelle nostre giornate, tempo da dedicare alla comprensione dell’importanza di comprendere l’impatto sui nostri risparmi dell’inflazione, della diversificazione, dei rendimenti semplici o composti. I numeri dell’edizione 2019 del mese sono significativi: oltre 500 eventi «bollinati» dal Comitato nazionale per l’educazione finanziaria, diretto da Annamaria Lusardi, pubblicati sul sito del Comitato stesso.

Un numero in aumento di quasi il 70% rispetto all’edizione precedente , grazie al crescente protagonismo di banche, assicurazioni, fondi pensione e fondazioni bancarie, ma anche di professionisti, Camere di Commercio e quant’altro. Il tema prevalente, a differenza dello scorso anno, è la previdenza: l’accidentato percorso per costruirsi una pensione sempre meno integrativa e sempre più essenziale per la propria vecchiaia è percepito come una sfida sempre più decisiva, che trascina dietro di sè anche il tema assicurativo.

Più che un risultato, un buon punto di partenza: innanzitutto perché il percorso è lungo ed è necessario rinforzare l’alfabetizzazione degli italiani al 63esimo posto su 148 paesi al mondo per competenza in materia. Avere migliori competenze in materia di denaro migliora la vita individale dei singoli, ma è assai rilevante anche a livello sociale. Lo spiega Olga Kiyan in uno studio (Economic of happiness: relationship between money and weel-being» pubblicato dalla Harvard College Economic Review) secondo cui la ricchezza media negli Stati Uniti sta crescendo ma produce sempre più inuguaglianze, a vantaggio di quel 9,9% della popolazione sempre più ricca (the «New American Aristocracy» secondo Matthew Stewart di The Atlantic).

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Di Editor

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