Lun. Ott 18th, 2021

Prosegue la corsa dei depositi degli italiani. Se solo nel mese di ottobre, come raccontato in questo articolo, la liquidità sui conti correnti è cresciuta di 32 miliardi e la quantità sui depositi ha sfondato quota 1.700 miliardi, nei primi nove mesi di quest’anno, mentre il Paese fronteggiava gli effetti della pandemia da Covid-19, le somme in banca delle imprese sono cresciute del 21%, arrivando a sfiorare i 365 miliardi di euro. In parallelo i risparmi sui conti correnti delle famiglie, circa 1.080 miliardi di euro, sono saliti del 3,4% da gennaio a fine settembre. Una reazione alle misure restrittive imposte sul territorio e sull’economia che si traduce, da Nord a Sud, in un aumento delle somme accantonate.

La geografia dei depositi

In base ai dati della Banca d’Italia sulla raccolta bancaria Il Sole 24 Ore del lunedì ha mappato i depositi pro capite e stilato una classifica, per provincia, dei territori dove nei primi otto mesi del 2020 si è “risparmiato” di più. La spinta alla liquidità parte da Ragusa (+14%), dove i soli depositi delle famiglie (+6,3%) pesano per il 71% del totale, e si disperde nelle grandi città e nei centri finanziari. Qui l’incidenza delle somme accantonate da imprese e famiglie è inferiore sul totale e a pesare maggiormente sono i depositi di amministrazioni pubbliche, assicurazioni e fondi pensione, che sono in controtendenza rispetto al trend generale.

I DEPOSITI PROVINCIA PER PROVINCIA

Anche a Roma, l’unica provincia dove i depositi generali risultano in calo, sono comunque in crescita sia quelli delle famiglie (+ 2,5%) sia quelli delle imprese (+12 %). Gli incrementi, ad ogni modo, sono inferiori alle medie nazionali, quasi a suggerire la presenza, nelle città metropolitane, di una maggiore capacità di investimento frutto di una diversa cultura finanziaria oppure, dall’altra parte, di una più forte erosione dei risparmi a causa del maggiore costo della vita.

I DEPOSITI DELLE IMPRESE

Stringendo il focus sui depositi delle imprese, aggregando i dati su base regionale, la corsa alla liquidità risulta più marcata in Basilicata (+43%), Calabria (+33%), Abruzzo (+32%), Marche (+30%) e Puglia (+29,5%). Il fenomeno invece si riduce, scendendo sotto il 20%, nelle regioni dove si registrano le maggiori consistenze, in termini assoluti, come in Lazio (+13%), Lombardia (+16%), Liguria (+17%), Piemonte (+19%), Emilia Romagna (+19,7%) e Veneto (+19,9%).

Osservando, invece, i depositi delle famiglie, la somme accantonate crescono soprattutto in Sardegna e Valle d’Aosta. Mentre la liquidità sui conti correnti resta pressoché stabile a Reggio Emilia (-1%), Rimini e Vercelli (entrambe +1%).

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Di Editor

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